sabato 31 ottobre 2015

BALZO DI CIOTTO

BALZO DI CIOTTO
1944
Monti Marsicani
versante laziale


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta è sul confine tra il basso Lazio e l’Abruzzo, tra le province di Frosinone e L’Aquila. E’ situata sul limite del PNALM (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise).
Sul versante laziale bisogna raggiungere la cittadina di Sora sulla confluenza delle valli del Liri, di Comino e di Roveto.


In auto
Appena usciti da Sora, in direzione Avezzano, si supera un primo grande incrocio a destra dove inizia la Strada Regionale 666 che conduce, oltre che al locale ospedale, alle località turistiche abruzzesi di Pescasseroli e Villetta Barrea attraverso il valico di Forca d’Acero. Dopo poche centinaia di metri, al successivo incrocio e sempre a destra, si svolta in direzione Pescosolido (m. 630). Appena entrati in paese si prende una stradina che sale sulla destra (si passa davanti una antica chiesetta) e, uscendo dall’abitato, si possono raggiungere in breve i Prati di Pescosolido. Finito l’asfalto inizia un tratto brecciato; si superano due tornanti (destra e sinistra) e si prosegue costeggiando i prati. Arrivati ad un cancello in legno, che sbarra la strada, si parcheggia a destra.


Località di partenza
Prati di Pescosolido/comune di Pescosolido

Altezze                           tempi dalla partenza
m. 0770  partenza
m. 1450  vasche                        h 2,25
m. 1610  Capanno Santuccio    h 2,55
m. 1944  vetta                           h 4,00
m. 0770  discesa                        h 3,00


Percorso
Superato il cancello, si gira subito sulla sinistra dove inizia il sentiero; si individua facilmente perché marcato con i segni bianco-rossi. Inizialmente si costeggia una recinzione; arrivati più su si volta decisamente a destra. Comincia una lunga diagonale a salire che più in alto, curvando verso sinistra, aggira per intero la dorsale che scende dai monti della Brecciosa. Si entra nella Valle del Lacerno (un profondo solco scavato tra due alte catene montuose) e la si percorre tutta a mezza costa (il fossato corre molto più in basso). E’ questo uno dei più bei percorsi di tutto il territorio.



Giunti all’altezza di 1450 m., in un piccolo largario, si incontrano tante vasche messe lì per far abbeverare gli animali che qui vivono allo stato brado. Bisogna ora fare attenzione: non si prende il sentiero che verso sinistra salendo entra nel bosco, ma si continua in piano lungo il fossato che proprio qui viene raggiunto. Ad un certo punto il sentiero (facile da seguire perché ben segnato) prende a salire verso destra. Al culmine della salita, uscendo dal bosco, si arriva su un bel pianoro con al centro un vecchio ricovero di pastori: è la Capanna di Santuccio. Superata la capanna si sale frontalmente fino a raggiungere una piccola sella in cresta.


Da qui, voltando verso destra, si risale la dorsale fino alla vetta di Balzo di Ciotto.



Note aggiuntive
Valle Lacerno è una delle località più selvagge delle nostre zone.

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