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venerdì 3 ottobre 2014

MONTE FAGGETO

MONTE FAGGETO
1256
Monti Aurunci


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta, nel basso Lazio, è situata tra le provincie di Frosinone e di Latina.
Si deve raggiungere il paese di Campodimele percorrendo la S.R.82 Ceprano-Itri.

martedì 9 settembre 2014

MONTE ORSO

MONTE ORSO
1024
Monti Aurunci


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta, nel basso Lazio, è situata in provincia di Latina.
Si deve raggiungere Itri, paese della provincia pontina attraversato dalla via Appia.


In auto
In provincia di Frosinone, percorrendo la S.R.6 Casilina, al bivio di Ceprano, al km 105,800, si prende la S.R.82 Valle del Liri/Civita Farnese con indicazioneSan Giovanni Incarico, Pico, Itri. Attraversati i primi due centri abitati, si arriva ad Itri dopo aver percorso 45 km.
Usciti da Itri, in direzione Napoli/Gaeta, si percorre per poco più di due chilometri la Statale n° 7 Appia. Poco prima della stazione ferroviaria si incrocia, sulla sinistra, una stradina: è via San Martino. Si svolta e si prosegue con molta attenzione in quanto la carreggiata, seppur asfaltata, è stretta ed un po’ rovinata; essendo una zona con molte abitazioni si possono incrociare facilmente veicoli che scendono ed in questo caso è necessario usare molta prudenza. Si sale abbastanza, all’inizio in rettilineo, successivamente con qualche curva. Dopo un chilometro e due/trecento metri, in corrispondenza di un tornante a sinistra e davanti l’ingresso di un’abitazione in costruzione, si parcheggia sulla destra fuori dalla carreggiata e non intralciando l’ingresso stesso.


Località di partenza
San Martino - comune di Itri

Altezze                             tempi
m. 0300  partenza
m. 1024  Vetta                  h 1,50
m. 0300  discesa               h 1,20


Percorso
Lasciata l’auto, si prosegue lungo questa strada e dopo solo cinquanta metri si svolta a destra per una stradina brecciata. In realtà bisognerebbe proseguire sulla strada asfaltata ma più su c’è una sbarra con la scritta “proprietà privata”; inoltre anche se si potesse proseguire a piedi, visto che dopo le abitazioni la strada diventa sentiero, si passa comunque davanti delle masserie dove ci si potrebbe imbattere in dei cani pastore e da guardia: meglio evitare!! (oltretutto il cartello avvisa).
Fatti dunque altri cinquanta metri di strada bianca si decide, nel punto ove si ritiene più comodo e facendo attenzione al filo spinato, di iniziare la salita su questa costa della montagna salendo direttamente nella direzione della vetta che, alta, si vede su in alto. Si prosegue a zig/zag, ma soprattutto, saltando sopra le mille rocce ed evitando così di ritrovarsi tra le alte erbe che totalmente ricoprono questo fianco della montagna.


La salita è continua, senza sosta; a mezza costa la pendenza si fa un po’ più lieve concedendo un attimo di respiro ma riprende poi la sua inclinazione naturale; di buono c’è che, man mano che si sale, l’erba alta va gradualmente diminuendo e quindi il procedere diventa più agevole.



Dopo un ultimo sforzo si arriva finalmente sulla cima che altro non è che un’ampia spianata a forma di grande terrazzo con panorama magnifico sul Golfo di Gaeta.



Per il ritorno si fa la stessa strada. Chi vuole continuare la giornata escursionistica può voltarsi e, spalle al mare, salire sull’interessante Monte Ruazzo (vedere scheda) dopo aver attraversato la bella e caratteristica Valle di Sciro.

Note aggiuntive
Nonostante la modesta altezza è questa una salita molto suggestiva che dà grandi emozioni, oltre per il percorso così accidentato e unico nel suo genere, soprattutto per lo spettacolare panorama di cui si può godere. Monte Orso, essendo una montagna in prossimità della costa, consente di ammirare, dalla partenza all’arrivo e senza soluzione di continuità, il mare con il suo orizzonte sempre più lontano, le isole, Gaeta ed il suo golfo, Terracina con lo sfondo del Circeo, l’ampia piana di Fondi e la vicinissima Itri.

lunedì 1 settembre 2014

MONTE FAMMERA

MONTE FAMMERA
1168
Monti Aurunci


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta, nel basso Lazio, è situata sul confine tra le provincie di Frosinone e Latina.
Sul versante del frusinate si deve raggiungere il paese di Esperia.


In auto
Dal casello autostradale di Pontecorvo ci si dirige verso questa cittadina. La si attraversa e, superato il fiume Liri, si deve seguire la direzione per Esperia. La stessa direzione va seguita per chi proviene dalla superstrada Cassino-Formia; arrivando da Cassino e viaggiando verso Formia, circa un chilometro dopo San Giorgio a Liri, si gira verso destra.
Arrivati ad Esperia si sale su per il centro storico ma, prima di entrarvi, si svolta a sinistra per l’antichissima Rocca Guglielma. In questo tratto di strada, fino alla rocca, è necessario prestare grande attenzione e procedere molto lentamente perché la strada è molto stretta ed in diversi punti l’incrocio con altri veicoli appare improbabile. Superato il castello, anche se su strada di montagna, il percorso diventa più agevole. Si passa nella stretta vallata e si arriva fino all’ultima delle poche abitazioni che si trovano in questa zona, così vicina ma apparentemente così isolata. Finito l’asfalto si parcheggia; la valle si allarga e diventa pianura.


Località di partenza
Valle Gaetana - comune di Esperia

Altezze                            tempi
m. 0860  partenza
m. 1168  Vetta                 h 1,30
m. 0860  discesa              h 0,55 


Percorso
Si continua sulla strada in terra battuta che attraversa questo lungo pianoro tra prati e querce sparse: è la Valle Gaetana. Inizialmente si procede al centro della valle, poi ci si avvicina gradualmente verso il lato sinistro dove, prima di arrivare al termine della vallata che più avanti inizierà a ridiscendere, ci si appresta a salire il pietroso fianco del monte. Ci sono anche delle tracce di sentiero ma dal basso sono difficilmente individuabili; camminando comunque sul pendio fuori dal bosco si può salire tranquillamente con percorso libero, facendo tuttavia molta attenzione alle infinite rocce e pietre troppo spesso acuminate.


Salendo, possibilmente cercando di seguire il sentiero se lo si individua, ci si avvicina gradualmente sul versante orientale della montagna ed una volta raggiunto il crinale ci si affaccia sul dirupo che precipita ripido nella sottostante valle. E’ la valle che, attraverso il valico di Sant’Antonio presso Ausonia, unisce la Valle del Liri della zona del cassinate alla piana dell’Ausente con Minturno ed il mare. E la caratteristica di questa montagna è proprio questo grandioso dirupo che giù dalla valle, guardando all’insù, appare imponente; si sta parlando di un salto di settecento metri!


Sul crinale il sentiero è abbastanza evidente e si arriva in cima con maggiore tranquillità.


Bello il panorama sulla piana di Cassino e su quella dell'Ausente.



Note aggiuntive
Il dirupo del Fammera rappresenta l’ambiente ideale per la nidificazione di alcuni importanti rapaci quali il falco pellegrino e la poiana.
La parete del Fammera è la conseguenza di una enorme faglia verificatasi per i movimenti della crosta terrestre.
Di ritorno dall’escursione in montagna una sosta all’antica Rocca Guglielma è quasi d’obbligo considerando che, praticamente, la si costeggia. Fu fatta erigere intorno l’anno 1103 dal cavaliere normanno Guglielmo da Glossavilla. Tra le maggiori famiglie che nei secoli la dominarono si ricordano gli Spinelli, i Della Rovere ed i Farnese. Oggi parte delle mura sono ancora lì alte a proteggere il sottostante borgo; tuttavia, essendoci delle pareti pericolanti, se ne vieta giustamente l’eccessivo avvicinamento. Sul lato opposto della strada vi è il Santuario della Madonna delle Grazie con adiacente un panoramico terrazzo.

venerdì 29 agosto 2014

MONTE ALTINO

MONTE ALTINO
1366
CIMA DEL REDENTORE
1252
Monti Aurunci


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta, nel basso Lazio, è situata sul confine tra le provincie di Frosinone e Latina.
Sul versante del frusinate si deve raggiungere il paese di Esperia.


In auto
Dal casello autostradale di Pontecorvo/Castrocielo ci si dirige verso Pontecorvo. Lo si attraversa e, superato il fiume Liri, si segue la direzione per Esperia. La stessa direzione va seguita per chi proviene dalla superstrada Cassino-Formia; arrivando da Cassino e viaggiando verso Formia, circa un chilometro dopo San Giorgio a Liri, si gira a destra.
Arrivati ad Esperia si sale verso il centro storico, lo si attraversa e si esce da un arco sul lato opposto da dove inizia la strada per la Valle Polleca. In alternativa e per accorciare, per chi proviene da Pontecorvo, poco prima di arrivare nel centro abitato di Esperia, in corrispondenza di una curva a gomito, si prende una stradina verso destra con indicazione “Orme dei Dinosauri”. Subito dopo, ad un successivo incrocio, si svolta verso sinistra dove, dopo circa un chilometro, si raggiunge la via Polleca (quella sopra citata proveniente dal centro abitato). Si percorre quest’ultima strada per tutta la vallata. Dopo 9 chilometri esatti dall’aver lasciato la via principale per Esperia (dalla suddetta curva a gomito), si arriva ad un incrocio con stradina proveniente da destra con adiacente largario dove si parcheggia comodamente. Il luogo è facilmente individuabile per la presenza sul posto di un lungo abbeveratoio in cemento e di un grosso tabellone indicante la sentieristica degli Aurunci (tra l’altro c’è l’indicazione per Monte Fragoloso).

Località di partenza
Valle Polleca - comune di Esperia

Altezze                                   tempi dalla partenza
0640  Valle Polleca
0987  Forcella di Fraile                      h 1,00
1085  Valletta di Monte Moleta         h 1,20
1366  Monte Altino                           h 2,10
1252  Cima del Redentore                 h 2,30
0640  ritorno                                      h 2,00
il percorso completo è di oltre 18 chilometri


Percorso
Da qui si prosegue a piedi su via Polleca: prima 1800 metri su strada asfaltata (purtroppo non si può proseguire in auto per la mancanza di piazzole di sosta), poi 500 metri su strada con fondo brecciato (tratto iniziale molto sconnesso e poco adatto al passaggio di veicoli). Percorso questo tratto di strada brecciata si giunge ad un bivio, sulla destra, con l’indicazione per Forcella di Fraile. Si prende quindi questa nuova direzione (tutta ben segnalata con i classici segni bianco/rossi) e la si segue; nel bosco il percorso diventa sentiero per poi proseguire di nuovo su stradina brecciata che taglia, in diagonale e leggera pendenza, la costa della montagna (per l’esattezza di Monte Revole).
Al termine della salita si arriva sul valico denominato Forcella di Fraile ove, d’un tratto, appare sotto di noi lo splendido Golfo di Gaeta.


Qui ci si congiunge con la strada (anch’essa brecciata ma in ottimo stato e abbastanza larga) che sale da Maranola (Formia) e prosegue in salita verso i retrostanti monti. Si prosegue a salire su questa nuova strada per circa 1,2 km. La si lascia in corrispondenza di un parcheggio sul lato sinistro e di una valletta sul lato destro delimitata da una parte da una bassa altura (Monte Molete di m. 1110) e dall’altra dalla ripida parete di Monte Altino.



Attraversata velocemente la valletta, dalle pendici del monte si va su decisi, zigzagando e cercando di prendere la cresta che si affaccia verso il mare per rendere la salita meno dura. Arriviamo ad un’anticima a quota 1324; da questo punto, arrivare in vetta diventa una passeggiata da fare tutta in cresta e con ampia veduta.



Dopo aver goduto del panorama sul Golfo di Gaeta si può scendere, su traccia libera, sulla sottostante Cima del Redentore (m. 1252).




Il Redentore è uno sperone roccioso che costituisce una vera e propria balconata dal Golfo di Gaeta al Golfo di Napoli (in particolari condizioni atmosferiche sono visibili oltre l’Isola d’Ischia, facilmente individuabile, anche l’Isola di Capri e la Penisola Sorrentina.
Al ritorno invece di fare il percorso a ritroso, alquanto scomodo, è consigliabile compiere un anello. In pratica si può prendere la stradina in terra battuta (visibilissima) che dal Redentore risale sul versante di destra di Monte Altino



e che, dopo aver svalicato e compiuto un ampio giro, va a ricollegarsi (in corrispondenza di un’area picnic) con la strada che avevamo precedentemente lasciato e che ci riconduce alla Forcella di Fraile.


Note aggiuntive
La statua del Redentore fu qui collocata nel 1900 in occasione del Giubileo.


Quest’opera fa parte del progetto di Papa Leone XIII che volle la costruzione di venti monumenti da dislocarsi sulle diverse regioni italiane. E nello stesso anno venti mattoni, ognuno proveniente dalla località dove queste statue furono erette,  vennero murati nella Porta Santa della Basilica di San Pietro